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GR: agenzia consolare di Coira chiuderà come previsto il 1. giugno

ROMA/BERNA - Non sono valsi a nulla le proteste italiane nei Grigioni e l'intervento del governo retico presso il Ministero degli affari esteri a Roma: dal primo giugno la rete diplomatica italiana all'estero sarà ridotta e l'agenzia conosolare di Coira eliminata.
Lo ha annunciato oggi il sottosegretario agli Esteri italiano Alfredo Mantica, evidenziando però che la Farnesina sta definendo i "modi per restare sul territorio a fronte della chiusura".
Oltre all'agenzia consolare di Coira, chiuderanno pure quelle di Mulhouse, in Francia, di Gent, in Belgio, e quelle di Saarbrücken e Norimberga, in Germania.
Mantica ha spiegato come, per gran parte delle sedi destinate alla chiusura, si provvederà alla collocazione di un console onorario, di sportelli o di agenzie consolari "asciutte, dotate cioé di due funzionari". È il caso della sede di Saarbrücken, dove, però, le trattative con il governo locale non sono facili e non si sono ancora concluse. "Le autorità del Saarland si sono offese e pretendono il mantenimento del consolato generale e non la presenza, al suo posto, di un'agenzia", ha spiegato il sottosegretario, sottolineando però che "il governo italiano non può accettare di dover trattare con governi regionali o locali le modalità della presenza dell'Italia su quel territorio".
Nel suo intervento odierno, Mantica non ha fatto esplicito riferimento al caso di Coira. Tuttavia, con le parole pronunciate, il sottosegretario agli Esteri italiano sembra rispondere indirettamente anche al governo retico che nel settembre scorso aveva scritto alla Farnesina, rammaricandosi per la prevista chiusura dell'agenzia consolare italiana. Nella loro missiva, le autorità grigionesi chiedevano a Roma di valutare alternative alla prevista soppressione.
Coira si era nuovamente espressa in favore dell'agenzia consolare il 14 gennaio scorso. Rispondendo a una petizione contro la chiusura, presentata dai residenti italiani, il governo retico aveva ribadito che l'agenzia "è di grande importanza sia per i cittadini, sia per il Cantone", dove vivono circa 11'200 cittadini italiani.
In precedenza, una decina di italiani residenti nei Grigioni avevano inscenato una protesta, occupando pacificamente i locali dell'agenzia consolare durante il mese di dicembre. I manifestanti deploravano in particolare il fatto che, in caso di chiusura, i circa 12'000 italiani avrebbero dovuto recarsi al consolato di San Gallo per ottenere i servizi amministrativi di cui hanno bisogno. Avevano inoltre raccolto 2'700 firme contro la decisione presa lo scorso giugno dal governo italiano.Altri tagli nel secondo semestre 2010
Oggi, Mantica ha pure annunciato che nel secondo semestre del 2010 i tagli continueranno, coinvolgendo, tra le altre, le sedi tedesche di Mannheim e Amburgo, dove però il ministero degli Esteri italiano potrebbe mantenere "un consolato onorario per le attività portuali". Mantica ha anche ricordato come, per i tagli ai 4 consolati in Australia, "ci siano più perplessità" e dove già si sono fatte sentire le proteste della comunità italiana. Nel Paese australe, la Farnesina sta valutando ipotesi alternative come quella di spostare gli uffici da sedi prestigiose, in centro città, a zone più periferiche e meno costose, ha aggiunto.
Lo scorso giugno, Roma aveva fatto sapere che per necessità di risparmio vorrebbe chiudere entro il 2011 pure il consolato generale di Losanna. Entro quella data l'Italia intendeva inoltre declassare a semplice consolato quello generale di Basilea. Contro la chiusura della sede vodese, circa 300 persone avevano protestato lo scorso 16 gennaio a Losanna.
Oggi, il sottosegretario non ha fatto allusioni alle previste chiusure di consolati elvetici. Ha però ricordato alla commissione esteri della Camera e del Senato italiani come i tagli operati dal governo vadano di pari passo con gli investimenti, in particolare quelli legati all'installazione, entro il 2011, di sportelli informativi polifunzionali in tutti i consolati in Europa. "Dove - ha puntualizzato Mantica - intendiamo mantenere rapporti bilaterali con tutti i Paesi nonostante il processo di integrazione dell'Unione europea".

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