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Alpi retiche

KEYSTONE/ARNO BALZARINI

(sda-ats)

Ancora un passo avanti per il parco del Rätikon sul versante svizzero.

9 Comuni su 10 della Prettigovia sono saliti a bordo decidendo di finanziare lo studio di fattibilità del progetto, lanciato nel 2016 proprio da alcune località della Regione Prättigau/Davos (GR) e che coinvolge territori in tre Paesi (Liechtenstein e Austria oltre alla Svizzera).

Si tratta, nello specifico, dei Comuni di Fideris, Furna, Jenaz, Grüsch, Luzein, Küblis, Klosters-Serneus, Schiers e Seewis, come precisa la Regione Prättigau/Davos in una nota. Non salgono sul carro Conters e i 4 Comuni della "Signoria Grigionese" che pure geograficamente appartengono al Rätikon, ovvero la sezione delle Alpi Retiche che interessa, appunto, l'Austria, la Svizzera ed il Liechtenstein. L'Austria punta invece su alcune aree del Vorarlberg.

Secondo Georg Fromm, direttore della Regione Prättigau/Davos, "anche senza la partecipazione di alcuni Comuni la zona resta attrattiva per la realizzazione di un progetto di questo tipo. (...) In ogni caso, anche le località che ora non sposano il progetto potranno farlo più avanti".

Prendono quindi il via ufficialmente i lavori per lo studio di fattibilità, condotti da un team di ricercatori che fa capo all'Alta scuola di scienze applicate di Zurigo (ZHAW). Naturalmente, aggiunge Fromm, "trattandosi di un parco transfrontaliero che coinvolge 28 Comuni e tre Paesi, è un progetto molto complesso, ma la risonanza è molto positiva e siamo ottimisti sull'evoluzione e le concrete possibilità di realizzazione".

Obiettivi ed effetti positivi

Obiettivo del parco sarà quello di valorizzare il territorio attraverso progetti e cooperazioni che verranno concretizzati più avanti e dopo incontri sul territorio con le popolazioni locali, spiega all'ats Birgit Reutz, del team che conduce lo studio di fattibilità. Ma, parlando di parchi, non bisogna incappare nell'errore di pensare che si tratti solo di natura e paesaggi: i parchi naturali regionali contribuiscono a preservare paesaggi rurali tradizionali e li valorizzano, ma hanno anche un influsso misurabile sullo sviluppo economico della regione.

"Il parco costituirà una piattaforma per progetti e idee in diversi settori, - chiarisce Fromm - i quali potranno sfruttare e valorizzare al meglio le potenzialità della regione comune, fornendo impulso all'economia, in particolare attraverso il turismo, l'agricoltura e l'industria e sviluppando solide soluzioni".

Costi e tempi

La proposta fu lanciata nel 2016 proprio dalla Prettigovia, dopo avere riscontrato reazioni positive da più parti, fino a raggiungere l'accordo sul finanziamento di uno studio di fattibilità, il cui costo complessivo è di quasi 200 mila franchi, rivela Reutz, di cui, per la parte svizzera, i Grigioni nello specifico, 126 mila franchi circa. Lo studio verrà finanziato al 50% da Cantone e Comuni interessati. Costi e finanziamenti per un eventuale futuro parco Rätikon, aggiunge Reutz, saranno un capitolo dello studio di fattibilità, ma è troppo presto per fare stime.

Per quanto riguarda i tempi, sul sito dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) si spiega il processo che in Svizzera porta alla costituzione di un parco. Durante quasi 100 anni la Svizzera ha avuto un solo parco, il Parco Nazionale Svizzero, fondato nel 1914. Con la revisione della Legge sulla protezione della natura e del paesaggio del 2007 si è resa possibile la creazione di ulteriori parchi. Da allora, 18 nuovi parchi sono stati creati o sono in fase di istituzione.

Come prima tappa, una valutazione della fattibilità serve a chiarire se la regione in questione soddisfa le esigenze naturali e paesaggistiche necessarie. In seguito il parco candidato elabora una strategia e definisce i suoi traguardi in una Carta. Se il progetto ottiene il sostegno della popolazione, l'UFAM decide se attribuire il marchio "parco". Ogni dieci anni, la Carta dovrà poi essere rinnovata e la popolazione locale è chiamata a confermare il suo sostegno tramite una votazione.

Per quanto riguarda il parco del Rätikon, lo studio durerà circa due anni, spiega Reutz, altri due anni saranno necessari per definire un piano di gestione, poi si sentiranno i Comuni per confermare la loro volontà di procedere e solo nel 2022 arriverà il momento della candidatura UFAM. Diversi workshop con le popolazioni locali sono in corso già da mesi per informare e definire possibili cooperazioni, proposte e progetti.

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SDA-ATS