Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Nei Grigioni non si esagera con leggi e ordinanze: l'attuale quantità di norme è relativamente modesta e anche la produzione di nuove regole è inferiore alla media degli altri cantoni. È quanto emerge da un'indagine commissionata dal governo cantonale.

In un comunicato odierno l'esecutivo prende atto con soddisfazione dei risultati dello studio, ritenuti positivi. Nel cantone non vi è una necessità di deregolamentazione, almeno in termini generali. Il governo interpreta tali esiti come incoraggiamento a proseguire con coerenza lungo la via della moderazione seguita finora, sia per quanto riguarda gli ambiti normativi autonomi, sia nell'attuazione del diritto federale. Verranno portati avanti anche i particolari sforzi intrapresi nel settore della garanzia della qualità della legislazione.

Su quest'ultimo punto lo studio realizzato dagli specialisti guidati da Felix Uhlmann, professore all'Università di Zurigo, non si è espresso. L'obiettivo dell'analisi era fornire una base affidabile per affrontare con criteri obiettivi le ricorrenti critiche relative a una presunta "valanga di leggi" o a una "giungla legislativa".

L'esame - definito di carattere pionieristico - è giunto alla conclusione che l'attività di regolamentazione esercitata dal Cantone dei Grigioni è da considerarsi relativamente modesta, sia dal profilo della densità che da quello dell'attività normativa.

Stando ai ricercatori negli ultimi anni l'attività normativa ha registrato un ritmo di crescita leggermente superiore alla media: si suppone che questo sia una conseguenza della revisione totale della costituzione cantonale, entrata in vigore il primo gennaio del 2004.

Lo studio evidenzia poi la tendenza a un calo dell'attività normativa del legislativo a favore di quella dell'esecutivo. La quota del parlamento rimane però tuttora molto elevata.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS