Navigation

GR: gli assegni maternità scoraggiano i genitori a lavorare

Il Governo retico cambia paradigma in materia di politica familiare: al posto degli assegni familiari introdotti negli anni Novanta annunciate misure per conciliare le esigenze dei genitori che lavorano entrambi (foto simbolica). KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 febbraio 2020 - 13:40
(Keystone-ATS)

Il Governo retico ha licenziato un messaggio per migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro e rafforzare l'assistenza ai bambini. Ne dà notizia l'esecutivo grigionese, precisando che le misure sostituiscono gli assegni maternità, la cui legge è stata abrogata.

In un comunicato pubblicato oggi il governo retico motiva l'abrogazione di questi aiuti alle famiglie sostenendo che gli assegni maternità, introdotti negli anni Novanta, creano oggi "incentivi negativi" per chi vuole svolgere di un'attività lucrativa, dato che dissuaderebbero "il genitore che si occupa dell'assistenza dallo svolgere un'attività lucrativa".

Al posto di tali strumenti sono dunque state introdotte misure di accompagnamento per famiglie che vivono con il minimo esistenziale, con ulteriori misure nel settore dell'assistenza sociale.

Il progetto prevede inoltre misure volte a impedire uno spostamento degli oneri finanziari verso i comuni.

Le misure previste nel messaggio sono anche finalizzate ad attenuare le difficoltà finanziarie delle istituzioni attive nel settore dell'assistenza ai bambini complementari alla famiglia. A questo proposito l'esecutivo cantonale ricorda che è prevista una "radicale revisione legislativa" per adattare le prestazioni di assistenza fornite a bambini al reddito e alla sostanza di chi detiene l'autorità parentale, riducendo anche l'onere amministrativo a carico dei fornitori di prestazioni.

Il Governo aveva riconosciuto la necessità di agire in tal senso accogliendo un incarico presentato da Urs Hardegger (PBD) durante la sessione di giugno 2019.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.