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GR: organizzazioni ambientaliste contro impianti Minschuns

Ricorso al Tribunale amministrativo grigionese: il nuovo impianto di risalita del comprensorio sciistico di Minschuns non è ritenuto compatibile con il paesaggio. KEYSTONE/PPR/ANDREA BADRUTT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 16 dicembre 2019 - 15:02
(Keystone-ATS)

La Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio (FP) e l'organizzazione per la difesa delle Alpi Mountain Wilderness (MW) hanno inoltrato un ricorso al Tribunale amministrativo grigionese contro l'ampliamento del comprensorio sciistico di Minschuns.

Le due organizzazioni hanno reso noto oggi in un comunicato di opporsi al progetto per una nuova funivia in Val Monastero in ragione del "notevole impatto sulla natura", su un fianco della montagna finora privo di infrastrutture e con un'elevata biodiversità.

Il mese scorso il governo retico aveva dato il suo benestare al nuovo villaggio turistico previsto in zona, che dovrebbe permettere di far fronte al calo dei pernottamenti.

Si intende realizzare nuove strutture nella località denominata Prà Chalchera, una zona subito a monte di Tchierv. L'area della regione del monte Minschuns in cui si può sciare sarà così ampliata a 11,5 ettari. Un resort sarà situato nelle immediate vicinanze della stazione del nuovo impianto di risalita, che collegherà il fondo valle, a 1750 metri di quota, con l'area sciistica Minschuns, situata circa 400 metri più in alto e attualmente raggiungibile solo con un collegamento stradale.

Già nel febbraio 2019 FP e MW avevano sollevato una serie di obiezioni nei confronti della nuova cabinovia nell'ambito della Procedura di approvazione dei piani. Con il loro ricorso al Tribunale amministrativo dei Grigioni intendono ora contrastare il sì del governo alla revisione parziale della pianificazione.

Secondo le due associazioni, il progetto deve essere valutato nel suo complesso, considerando le dimensioni che assumerà. FP e MW lamentano una frammentazione delle procedure e una mancanza di visione d'insieme da parte della autorità.

I piani sarebbero in contrastato con l'interesse pubblico in materia di conservazione della natura. L'impianto di innevamento e la funivia, sottolineano FP e MW, hanno un forte impatto sulla fauna selvatica, nonché sulle specie a rischio come l'aquila reale, il gufo reale e i gipeti.

Per quanto riguarda l'innevamento sono poi sollevati ulteriori interrogativi, non solo in relazione alla fauna selvatica, ma anche per gli impianti di captazione dell'acqua.

Riguardo alla costruzione della funivia FP e MW nutrono dubbi sulla sua redditività: bisogna tener conto di nuovi investimenti per ammodernare gli attuali impianti di risalita e della necessità di ulteriori finanziamenti pubblici. Il rischio di deficit - avvertono - è sulle spalle del Comune.

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