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Grecia: caso Finlandia blocca ancora salvataggio

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 agosto 2011 - 14:18
(Keystone-ATS)

Il caso Finlandia continua a bloccare la messa a punto e il varo del secondo piano di salvataggio della Grecia. "Le discussioni proseguono", ha detto ancora oggi Amadeu Altafaj, portavoce del commissario per gli affari economici e monetario Olli Rehn.

L'intesa bilaterale raggiunta tra Helsinki e Atene sulle garanzie supplementari chieste dalla Finlandia per partecipare all'operazione "deve essere accettata da tutti i Paesi" interessati prima di diventare operativa, ha aggiunto il portavoce. E attualmente il confronto sulla "fattibilità tecnica, legale e finanziaria" dell'accordo bilaterale è ancora aperto.

La struttura del nuovo piano di aiuti per Atene, dal valore complessivo di circa 160 miliardi di euro, è stato definita dal vertice straordinario dell'Eurogruppo svoltosi il 21 luglio scorso. In quella sede è stato anche deciso di ampliare il campo di attività del fondo salva-Stati Efsf consentendogli di acquistare titoli pubblici sul mercato secondario.

Ma i meccanismi operativi dell'accordo raggiunto tra i capi di Stati e di governo di Eurolandia restano ancora da definire e la richiesta di garanzie supplementari avanzata dalla Finlandia - su cui Germania, Olanda, Austria, Slovenia e Slovacchia hanno espresso importanti riserve - sta ora impedendo di portare avanti un lavoro che Bruxelles puntava a chiudere entro la fine del mese per poter rispondere, a inizio settembre, alle esigenze finanziare della Grecia.

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