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ATENE - Migliaia di turisti sono rimasti a terra oggi in seguito ad uno sciopero dei sindacati comunisti al porto ateniese del Pireo dichiarato illegale da un tribunale la cui decisione non e' stata pero' fatta rispettare dalle autorita'.
Sindacalisti e militanti hanno bloccato dalle prime ore di stamane la partenza dei traghetti dal principale porto greco e del Mediterraneo orientale nel quadro di uno sciopero indetto dal sindacato comunista Pame contro il piano di austerita' del governo.
Al blocco del Pireo partecipano solo due organismi sindacali portuali su oltre una decina, ma di fatto questi hanno impedito per gran parte la partenza dei traghetti per le isole, malgrado la sentenza di un tribunale che aveva dichiarato la protesta illegale ordinando lo sgombero dei dimostranti. La polizia non e' intervenuta, apparentemente preoccupata di non rinfocolare una tensione gia' altissima a causa delle proteste contro l'austerity.
Stessa situazione si riscontra al porto di Corinto dove restano bloccate dai sindacati ormai da 16 giorni due navi della compagnia italiana Adriatic Lines. Questa ha denunciato ''un vero e proprio sequestro'' e l'inerzia del governo greco malgrado due ingiunzioni del tribunale del Pireo che ha ordinato la fine del ''blocco illegale'', sostenuto apertamente dal Partito comunista (Kke).
La paralisi del Pireo e' un nuovo colpo al turismo greco in crisi, un'industria che occupa il 20% della forza lavoro nazionale e produce il 16% del Pil ma che sta facendo registrare un inarrestabile calo di prenotazioni a causa della crisi e degli scioperi e manifestazioni che il mese scorso causarono tre morti. Il blocco del grande porto avviene all'indomani delle dichiarazioni del ministro Pavlos Geroulanos che ha promesso rimborsi ai turisti che restassero bloccati a causa di scioperi o calamita' naturali.

SDA-ATS