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Grecia: nuovo stallo, si tratta su tassi

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 gennaio 2012 - 19:47
(Keystone-ATS)

Ufficialmente l'accordo tra Grecia e creditori privati per la rinegoziazione del debito ellenico in mano a banche e fondi starebbe "prendendo forma", come assicurato dal presidente dell'International Institute of Finance (IIF), Charles Dallara. Ma stando alle indiscrezioni circolate nelle ultime ore, il negoziato avrebbe invece trovato un nuovo intoppo e tutt'altro che insignificante.

Progressi sono stati certamente fatti, ma i finanziatori di Atene (Fmi e Germania in testa), scrive l'"International Herald Tribune", sarebbero inflessibili sulla cifra proposta per gli interessi sui nuovi bond che andranno a rimpiazzare quelli attuali. Il tasso, insistono, non dovrà superare di troppo il 3%.

I creditori, che detengono circa 206 miliardi di euro del debito greco, non sembrano però disposti ad accettare una cifra così bassa, evidenziando il fatto di aver dovuto già fare i conti, in base al precedente accordo, con una perdita di valore del 50% delle obbligazioni esistenti.

Il negoziato tra Atene e l'IIF prosegue dunque in queste ore via telefono, dopo che ieri Dallara ha lasciato Atene per Parigi, al termine di tre giorni di trattativa col premier Lucas Papademos ed il ministro delle finanze Evengelos Venizelos. Il raggiungimento di un accordo di conversione del debito necessario per ridurre l'indebitamento del paese è infatti cruciale per spianare la strada ad una seconda tornata di aiuti internazionali e nessuno vuole mollare la presa.

Ma a preoccupare è soprattutto la situazione economica del paese, molto peggiore di quanto inizialmente previsto. Il pil greco potrebbe contrarsi infatti quest'anno del 6% e del 3% nel 2013, rendendo quindi sempre più improbabili gli obiettivi di riduzione del debito imposti dalle istituzioni internazionali che puntano ad un calo al 120% del pil entro il 2020, dall'attuale 140%. Un target che, anche secondo lo stesso Fmi, appare piuttosto irrealistico.

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