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ATENE - Nuova offensiva insurrezionalista in Grecia mentre il paese è attraversato da un'ondata di proteste e violenze contro l'austerità economica che stanno avendo pesanti conseguenze sul turismo.
Bombe sono esplose tra ieri sera e oggi davanti al carcere ateniese di Korydallos e all'interno del palazzo di giustizia di Salonicco, facendo solo due feriti leggeri ma provocando danni materiali e seminando la paura tra la popolazione. Gli inquirenti ritengono che le due azioni, preannunciate da un anonimo interlocutore con telefonate agli stessi media (la Tv Alter e il quotidiano Eleftherotypia) abbiano la medesima matrice terroristica.
A Salonicco un impiegato del tribunale è rimasto ferito ad un piede ed è stato ricoverato in ospedale in seguito all'esplosione avvenuta nei bagni situati ai piani inferiori del grande edificio che sorge nel centro commerciale della seconda città della Grecia. A Korydallos un pacco con almeno 10 chilogrammi di esplosivo era stato posto in un contenitore di immondizia lungo il muro vecchio della prigione. La potente esplosione, avvenuta alle 22 di ieri e sentita in buona parte della capitale, aveva danneggiato numerosi negozi e case dei dintorni e ferito, con frammenti di vetro di una finestra, una giovane donna, ricoverata e poi dimessa dall'ospedale.
La polizia sospetta che entrambe le bombe, non ancora rivendicate, rappresentino un forte messaggio di appoggio ai leader di Lotta Rivoluzionaria (Ea), la principale formazione armata greca, arrestati il mese scorso e detenuti ad Atene nel carcere di massima sicurezza di Korydallos. Secondo gli inquirenti gli attentati potrebbero essere opera diretta di Ea o del vicino gruppo Cospirazione dei nuclei di fuoco, che è attivo anche a Salonicco.
Dopo il recente arresto di sei membri di Ea e il ritrovamento del suo arsenale di armi ed esplosivi, l'antiterrorismo greco era parso ritenere che il gruppo insurrezionalista, autore di un attacco con un missile contro l'ambasciata americana ad Atene nel 2007, fosse stato praticamente smantellato. Le bombe delle ultime ore segnalano che la guerra è lungi dall'essere stata vinta. E questo probabilmente era il secondo messaggio che gli attentatori volevano inviare al ministro dell'Interno, Michalis Chrisochoidis.
Il governo ha annunciato ieri che, come conseguenza delle manifestazioni e degli scioperi sfociati nella morte di tre impiegati di una banca ateniese, il paese sta subendo "una massiccia cancellazione delle prenotazioni turistiche", ed ha creato un Comitato di crisi per far fronte all'emergenza. Gli attentati delle ultime ore rischiano di infliggere un nuovo duro colpo ad una delle industrie chiave del paese.

SDA-ATS