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Il parlamento greco ha approvato con 251 sì, 32 no e 8 astenuti, il piano di accordo con i creditori proposto dal premier Alexis Tsipras.

Il numero dei sì rappresenta in sé un dato politico importante perché - nonostante la defezione, secondo il quotidiano Kathimerini, di almeno 17 membri di Syriza (assenti al momento del voto o astenuti come il presidente della camera, Zoe Constantopoulou e del ministro dell'Energia e leader dell'ala sinistra del partito, Panagiotis Lafazanis e 2 che hanno votato no) - la proposta ha avuto molti più voti della maggioranza dii 162 voti (149 di Syriza e i 13 della destra nazionalista di Anel) su cui può contare il governo.

Il piano di riforme e tagli da 13 miliardi di euro in due anni (3 in più rispetto a quello chiesto dai creditori prima del referendum di domenica scorsa) è stato appoggiato da almeno altri 100 deputati: la maggioranza dei centristi filo europei di To Potami (17 voti) ma anche molti del centro destra di Nea Dimokratia (76 deputati) e del Pasok (13).

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SDA-ATS