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Grecia: parlamento autorizza referendum chiesto da Tsipras

Il Parlamento greco ha approvato la richiesta del premier Alexis Tsipras di indire un referendum domenica prossima 5 luglio per ottenere l'avallo popolare a respingere l'ultima offerta avanzata dai creditori, Ue-Bce-Fmi e Esm.

Con i deputati della sinistra radicale di Syriza hanno votato a favore del referendum quelli di estrema destra della formazione filo-nazista Alba Dorata. Contro la consultazioni i filo-europei di centro-destra di Nea Dimokratia, i socialisti del Pasok, i centristi di To Potami e i comunisti del KKE.

Il refrerendum di domenica prossima ci sarà, "che lo vogliano o meno i nostri partner", ha detto il primo ministro Alexis Tsipras, che ha esortato i greci a respingere le proposte dei creditori internazionali.

Ai deputati, che hanno approvato il referendum con 178 voti a favore e 120 contrari, Tsipras ha assicurato che il risultato del referendum verrà rispettato. "Difenderemo la democrazia, la sovranità popolare e i valori fondamentali dell'Europa", ha dichiarato Tsipras, citato dall'agenzia ANA, aggiungendo di non dover certo chiedere il permesso al ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble o al capo dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem di rivolgersi al popolo perché possa dire la sua nel paese dove è nata la democrazia.

Da maggioranza greci sì a accordo con creditori

La maggioranza dei greci vorrebbe restare nell'Eurozona e quindi voterebbe sì all'accordo con i creditori, dicono due sondaggi pubblicati oggi ma entrambi realizzati prima che il premier Alexis Tsipras annunciasse l'intenzione di chiedere il referendum.

Secondo le rilevazioni, il 57% è favorevole ad accettare l'ultima offerta dei creditori, mentre il 29% è contrario.

Commissione europea pubblica proposte creditori

La Commissione europea, con una mossa inusuale, ha intanto pubblicato sul proprio sito internet il contenuto delle ultime proposte alla Grecia, concordate fra Commissione Ue, Bce e Fmi, prima che il governo di Atene indicesse il referendum, facendo così interrompere le trattative.

La Commissione precisa che la sua decisione di diffondere le proposte è legata ad una necessità "di trasparenza" e per "informare il popolo greco".

Le proposte comprendono, tra l'altro, la riforma dell'Iva, misure di politica fiscale, la riforma delle pensioni, della pubblica amministrazione, delle riforme per affrontare il problema della carenza nella riscossione delle tasse. Le discussioni su questo testo, sottolinea la Commissione Ue, "erano in corso con le autorità greche venerdì e sabato".

L'obiettivo "era raggiungere un accordo globale con la Grecia" che potesse includere anche "le future necessità di finanziamento e la sostenibilità del debito greco". Nelle proposte erano inclusi anche "un pacchetto di misure per sostenere la crescita e l'occupazione in Grecia aumentando in particolare gli investimenti a favore dell'economia reale".

Tuttavia, conclude la Commissione Ue, "né questa versione del testo né una bozza di accordo globale sono stati approvati a causa della decisione unilaterale delle autorità greche di abbandonare il processo".

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