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È in arrivo per i greci un'altra pesante stangata, sia per i lavoratori sia per i pensionati. Infatti due delle misure che il governo di Atene sta esaminando al fine di raggiungere l'obiettivo di tagli alla spesa per 11,5 miliardi di euro per i prossimi due anni riguardano un aumento sostanziale del numero minimo di anni che i greci dovranno lavorare per beneficiare di una pensione statale di base e riduzioni progressive e fino al 15% sulle pensioni a partire da quelle superiori a 700 euro al mese.

Come riferisce oggi il quotidiano ateniese Kathimerini citando fonti del ministero delle Finanze, responsabili del governo guidato dal premier conservatore Antonis Samaras (Nea Dimokratia) stanno seriamente pensando di aumentare il numero minimo di anni di lavoro necessari prima del pensionamento da 15 a 20. Ciò darà diritto al lavoratore, quando avrà raggiunto l'età di 65 anni, ad una pensione massima di 400 euro al mese. La coalizione di governo - appoggiata dal partito socialista Pasok di Evangelos Venizelos e da Sinistra Democratica di Fotis Kouvelis - sta valutando questa eventualità come alternativa all'innalzamento dell'età pensionabile da 65 a 67. Ma, sempre secondo le fonti, è anche molto probabile un ulteriore taglio alle pensioni. Una possibilità all'esame del governo sarebbe quella di ridurre del 3% le pensioni tra i 700 e i 1.000 euro al mese, del 5% quelle tra i 1.000 e i 1.400 euro al mese e del 10% quelle di oltre 1.400 euro. Ma è stato proposto anche di ridurre del 2% le pensioni tra i 700 e i 1.000 euro, del 3% quelle tra i 1.000 e i 1.300, del 5% quelle fra i 1.300 e i 1.600, del 10% quelle da 1.600 a 2.000 e del 15% tutte quelle superiori a 2.000 euro.

"L'adeguamento delle pensioni dovrà avvenire, anche se sarà spiacevole", ha detto il ministro del Lavoro Yiannis Vroutsis. "Questo è l'unico modo per evitare conseguenze ancora peggiori". Vroutsis ha aggiunto inoltre che intende presentare al primo ministro Samaras proposte concrete entro la fine di questa settimana. Il suo dicastero è responsabile per i tagli alle spese del bilancio statale anche in altri settori oltre che nel sistema pensionistico tra cui gli stipendi dei dipendenti pubblici. Le stesse fonti del ministero hanno reso noto che la troika ha dato disposizione al governo di Atene di ridurre la massa salariale del settore pubblico allo stesso livello in cui era nel 2001 allo scopo di raggiungere l'obiettivo di risparmio di 11,5 miliardi di euro nei prossimi due anni. Ciò significa che i salari della pubblica amministrazione e i contributi sociali dovrebbero diminuire dall'attuale 11,8% del prodotto interno lordo (Pil) al 10,4%, decremento che equivarrebbe a una riduzione di tre miliardi di euro.

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SDA-ATS