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Ci lavorano freneticamente ad Atene e Bruxelles, ma il governo di Alexis Tsipras non riesce a rispettare il termine concordato venerdì all'Eurogruppo. Slitta a domani - quando mancheranno solo quattro giorni al 28 febbraio - la presentazione della lista di riforme che la Grecia aveva promesso di inviare entro la mezzanotte di oggi a Bruxelles, Francoforte e Washington, ovvero a Commissione Ue, Bce e Fmi.

Per l'Eurogruppo, che domani attenderà il giudizio della troika scomparsa solo sulla carta prima di avviare una consultazione telematica, la lista è la condizione indispensabile per concedere il prolungamento dei prestiti per quattro mesi e con esso anche il tempo chiesto da Atene per trovare il compromesso tra le promesse fatte in campagna elettorale e la realtà degli impegni vincolanti.

Da Berlino, in attesa che l'elenco veda la luce, il portavoce di Wolfgang Schäuble torna ad insistere: "La lista di Atene deve essere coerente e plausibile". E, come monito a chi pensasse che con l'accordo di venerdì il più fosse stato fatto, sottolinea che "approvare un nuovo programma di aiuti non sarebbe cosa da poco".

Tra le misure che il governo Tsipras metterebbe sulla lista, secondo fonti europee: una severa lotta contro la corruzione e l'evasione fiscale, la riforma della burocrazia, interventi sui debiti della pubblica amministrazione verso le aziende ed il nodo dei crediti deteriorati delle banche. Secondo la "Bild", il governo punterebbe anche a contrastare il contrabbando di benzina e sigarette e vorrebbe imporre una patrimoniale da 2,5 miliardi sui contribuenti più ricchi.

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SDA-ATS