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"La Grecia sta uscendo dalla crisi e si avvia verso lo sviluppo. Non ci saranno altri Memorandum né nuove misure di austerità". Lo ha detto il premier greco Antonis Samaras parlando ai media durante una conferenza stampa in cui ha presentato il nuovo modello di sviluppo settennale del Paese.

"Lo sviluppo - ha detto Samaras - comincia adesso. Il nostro obiettivo è quello di ridare alla Grecia il benessere che aveva prima della crisi. Nei prossimi quattro anni - ha affermato il premier - saranno creati 550mila nuovi posti di lavoro e sino al 2020 la disoccupazione sarà ridotta al di sotto della media europea".

Per i prossimi sette anni, secondo studi condotti da vari istituti ai quali ha fatto riferimento il premier, in Grecia saranno investiti 54,5 miliardi di euro e saranno creati in tutto 770mila nuovi posti di lavoro e tutto soltanto in alcuni settori tra cui il settore primario, quello della tecnologia e ricerca e quello della marina mercantile. Per arrivare a questo, il governo ha posto cinque priorità: ridurre la disoccupazione, diminuire le tasse, tagliare i costi del lavoro soprattutto nel settore agricolo, garantire la liquidità per le aziende e promuovere le riforme.

Lo sviluppo però, ha aggiunto Samaras riferendosi alle prossime elezioni, arriverà solo con la stabilità politica altrimenti non ci saranno investimenti. "Ma noi non permetteremo a nessuno di riportarci indietro alla crisi e ai memorandum", ha aggiunto il premier alludendo a Syriza, il maggior partito d'opposizione in Grecia che, secondo Samaras, con le sue scelte politiche condurrebbe il Paese verso una situazione analoga a quella dell'Argentina.

Pronta la reazione del partito di Alexis Tsipras: "A tutto c'è un limite. Samaras qualche giorno prima delle elezioni promette 550mila posti di lavoro quando con la sua politica dei memorandum e di austerità ha creato 1,5 milioni di disoccupati. Tra qualche giorno il popolo greco non gli permetterà di proseguire il suo lavoro catastrofico", ha detto l'ufficio stampa di Syriza.

SDA-ATS