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Tre anni di austerità imposti dal governo greco al paese sono costati, in tagli salariali e aumenti di tasse, 37 miliardi di euro ai lavoratori del settore privato ellenico e spingeranno il tasso di disoccupazione (che a maggio scorso ha toccato il 27,6%) ad un record del 31,5%.

È quanto sostiene un rapporto redatto dalla Gsee, il maggiore sindacato ellenico del settore privato, in cui si afferma pure che il sistema previdenziale del paese è stato trasformato in un istituto di beneficenza e si chiede che venga di nuovo innalzato lo stipendio minimo che è stato diminuito nell'ambito delle misure adottate dal governo per risanare i conti pubblici come richiesto dai creditori internazionali.

Necessari altri 47 miliardi, dice Fmi

Secondo il Fondo monetario internazionale, la Grecia avrà bisogno fra il 2015 e il 2020 di altri 47 miliardi di euro: è quanto emerge da dati dell'Fmi in possesso dell'agenzia tedesca Dpa.

Secondo l'Fmi, per il 2015 la Grecia avrà bisogno di 14,4 miliardi di euro a fronte di un ammanco netto di 6,5 miliardi. Per il 2016 stima che serviranno 8,3 miliardi ma il finanziamento sarà completamente coperto da Atene. Quanto agli aiuti europei, dopo lo scadere del secondo pacchetto in corso, si dovrà decidere l'anno prossimo.

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SDA-ATS