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Dalla Grecia sono state fornite "informazioni fuorvianti". Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas.

In particolare, la portavoce per gli affari economici ha poi puntualizzato i dati della proposta alla Grecia sui "5 pilastri" indicando tra l'altro gli obiettivi di avanzo primario "sostanzialmente ridotto" dal 3% all'1%".

Una delle "principali concessioni" della proposta di Commissione, Bce e Fmi, ha illustrato la portavoce agli affari monetari per "eliminare ogni malinteso", è "una sostanziale revisione al ribasso" dei target di bilancio: avanzo strutturale dell'1% nel 2015 anziché 3% come previsto nel precedente programma, del 2% nel 2016 e del 3,5% nel 2018.

Sul fronte delle pensioni, invece, quello che è stato chiesto è una "revisione dell'intero sistema, uno dei più costosi d'Europa", intervenendo "non con tagli alle singole pensioni" ma per esempio su "phasing out dei prepensionamenti, ridimensionamento degli incentivi, in modo da renderlo finanziariamente sostenibile nel lungo termine". Il taglio dei costi proposto dalle tre istituzioni è dell'1% di pil l'anno, mentre Atene "ci ha proposto tagli per 71 milioni, pari allo 0,04%", ha puntualizzato la portavoce.

Inoltre "non è nemmeno vero che abbiamo chiesto tagli ai salari", ma solo di "modernizzare" la griglia salariale del settore pubblico e il sistema di contrattazione collettiva.

"C'è spazio per modifiche" alle proposte della ex Troika, ha concluso la portavoce, "ma purché le cifre finali tornino".

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SDA-ATS