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Se i negoziati con Bruxelles falliscono "non c'è un piano B. Ci minacciano sempre che se non firmiamo gli accordi ci sarà l'Armaggedon. Beh, lasciamo che ci sia". E se il governo di Alxis Tsipras dovesse cadere, "tornerò a scrivere il mio libro". Così Yanis Varoufakis, ministro delle finanze greco, in una lunga intervista al quotidiano britannico "Guardian" spiega che "quello del 2010, non è stato un salvataggio della Grecia: è stato il salvataggio delle banche tedesche e francesi".

"Se non avessi paura" per la crisi economica dell'Eurozona "sarei terribilmente pericoloso", confessa Varoufakisal al "Guardian", che lo descrive "come l'uomo del momento". "Una volta un professore di sinistra mi ha detto che essere marxista vuol dire due cose: essere sempre ottimista e avere un'opinione su tutto. Quella considerazione mi sembra ancora valida", racconta Varoufakis, che però precisa di essere un marxista sui generis, "imprevedibile".

"Sono un idealista, perché se non sei un idealista sei cinico", afferma criticando quella parte della sinistra greca che auspica l'uscita dall'euro. "Una cosa è dire che non saremmo mai dovuti entrarci, un'altra è dire che dovremmo uscire. Se torniamo indietro, cadiamo in un burrone", è quello che dico a tutti. "Non posso e non voglio separare il destino di questo paese dal destino dell'Europa", aggiunge. "Ma abbiamo perso tutto. Adesso è tempo di dire la verità ai potenti".

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SDA-ATS