"L'accordo con i creditori è l'unica soluzione possibile. Tsipras non ha un mandato per portare il paese fuori dall'euro. Se lo facesse, ci sarebbe un urgente problema di legittimità democratica". Lo dice Evangelis Venizelos, vicepremier e ministro degli Esteri greco.

A suo parere sarà "difficile mantenere le promesse. I sacrifici - dice in un'intervista a Repubblica - saranno inevitabili".

"Tsipras nelle ultime ore sembrava aver preso una decisione difficile ma obbligatoria e di cui sono contento: tenere la Grecia nel solco della Ue evitando di pilotarla verso un default incontrollato o la Grexit", afferma Venizelos.

"A pagare il ritorno alla dracma sarebbero i più deboli. Ma siamo arrivati qui pagando un costo altissimo. L'economia si è fermata. A gennaio il Pil 2015 era previsto in crescita del 2,5%. Ora siamo a quota zero se non a rischio recessione. I sacrifici imposti ora dai creditori equivalgono al danno fatto da questi 150 giorni di inutile stallo nei negoziati. In confronto a quelli chiesti al nostro governo a fine 2014 con la mail ad Hardouvelis erano un gioco da ragazzi".

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