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Per siglare l'accordo con la Grecia, la Germania ha chiesto condizioni durissime tra cui la nascita di un fondo dove confluiranno beni e asset di Stato da privatizzare o 'monetizzare' per raggiungere un valore di 50 miliardi di euro.

Andrà a rimborsare i creditori, ad abbattere il debito e a ricapitalizzare le banche. Tale fondo, un inedito per un programma europeo, è stato il punto su cui il premier greco Tsipras nella notte ha cercato di trattare fino alla fine. Primo, perché l'Eurosummit gli aveva proposto di installarlo in Lussemburgo, e nessun greco avrebbe potuto accettare che una parte dei beni della Repubblica ellenica finissero in una banca lussemburghese, gestiti da nordeuropei che avrebbero cercato di farli rendere. Secondo, perché finora nessun programma le aveva chiesto di 'ipotecare' i gioielli di famiglia.

Il meccanismo funziona così: "Asset greci di valore verranno trasferiti in un fondo indipendente che li 'monetizzerà' tramite privatizzazioni e altri mezzi", si legge nel testo dell'accordo che non indica che tipo di asset potranno essere ceduti. Potrebbero essere le principali banche, oppure porti e aeroporti, aziende nazionali, immobili. Qualcuno pensa addirittura che possano essere isole o coste. Molti non vedono asset di quel valore in Grecia.

Il fondo ha uno scopo 'interessato' da parte dei creditori: "La monetizzazione degli asset sarà una delle fonti da cui attingere per ripagare il nuovo prestito Esm", si legge nel testo. In pratica, sfruttando o vendendo gli asset greci i creditori si assicureranno di essere rimborsati. Ma non tutto andrà a ripagare il debito: 25 miliardi andranno alle banche, per quelle che dovranno essere ricapitalizzate. "Il 50% di ogni euro che resta, sarà usato per ridurre il debito, mentre il restante 50% sarà usato per gli investimenti", conclude il testo.

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SDA-ATS