Mentre in Grecia aumenta di giorno in giorno la retorica anti-austerità dei partiti dell'opposizione con in prima fila Syriza (sinistra radicale) ed il suo leader, Alexis Tsipras, in vista del ritorno ad Atene della troika - Ue, Bce e Fmi - il governo greco è impegnato ad elaborare una strategia efficace per non essere costretto ad imporre nuovi e più dolorosi tagli nel timore che una mossa del genere possa innescare una crisi che trascinerebbe il paese verso disastrose elezioni anticipate.

I "tecnici" della troika, come riferisce la stampa locale, torneranno ad Atene il 16 settembre mentre il 22 - giorno delle cruciali elezioni in Germania - arriveranno i capi-missione.

Secondo il quotidiano "Kathimerini", il premier conservatore Antonis Samaras avrebbe già detto ai propri ministri (in particolare quello delle Finanze, Yannis Stournaras, che guiderà i negoziati con i rappresentanti dei creditori internazionali) di essere categoricamente contrario a qualsiasi prospettiva di varare nuove misure di austerità per il biennio 2015-2016.

Infatti, dopo una serie di pesanti aumenti delle tasse e di tagli negli organigrammi della pubblica amministrazione, è diffuso il timore che ulteriori restrizioni possano mettere a rischio la già fragile coalizione di governo fra Nea Dimokratia (centro-destra) di Samaras ed il socialista Pasok del vice-premier Evanghelos Venizelos e portare di nuovo i greci alle urne a maggio, quando sono già in programma in Grecia le elezioni comunali e quelle per il Parlamento europeo.

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