Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Jason Greenblatt (a sinistra) e Benjamin Netanyahu.

KEYSTONE/EPA GPO/HAIM ZACH / HANDOUT

(sda-ats)

Israeliani e palestinesi hanno firmato un primo accordo, definito "storico", su uno dei temi più delicati di ogni possibile futura intesa politica: quello dell'acqua.

Ad annunciarlo è stato Jason Greenblatt, inviato del presidente Trump, mediatore discreto che sembra preferire la politica dei piccoli (anche se importanti) passi diplomatici per riavviare il negoziato di pace.

Da giorni nella regione dove ha incontrato a questo scopo sia il premier Benyamin Netanyahu sia una delegazione palestinese al massimo livello, Greenblatt ha preso la scena a Gerusalemme gestendo la conferenza stampa con accanto il ministro israeliano per la cooperazione regionale Tzahi Hanegbi e il suo omologo dell'Autorità nazionale palestinese (ANP) Mazen Ghuneim.

"L'acqua è una merce preziosa in Medio Oriente", ha subito detto Greenblatt spiegando che "il presidente Trump ha chiarito che lavorare per raggiungere una pace durevole tra palestinesi e israeliani è una priorità. E questo accordo è un esempio di parti che lavorano insieme per raggiungere un accordo benefico per entrambi".

E se Ghuneim si è affrettato a specificare che l'intesa di oggi sull'acqua è "localizzata" e non "collegata" a ciò che sarà deciso sul tema in un futuro accordo di pace, Greenblatt ha tuttavia insistito che "la cooperazione tra Israele e Anp condurrà al miglioramento economico delle vite dei palestinesi".

In pieno accordo con la tesi di molti analisti secondo cui la chiave per la pace passa anche per l'economia. Non a caso Greenblatt ha battuto il tasto non solo sull'accordo di oggi ma anche su quello, altrettanto importante, firmato nei giorni scorsi dal premier palestinese Rami Hamdallah e dal ministro dell'energia di Israele Yuval Steinitz per la costruzione di una sottostazione elettrica (la prima su quattro) nella zona di Jenin, nel nord della Cisgiordania.

Con l'intesa di oggi l'ANP acquisterà da Israele 33 milioni di metri cubi di acqua: 23 circa per la Cisgiordania e altri 10 per l'assetata Striscia di Gaza. L'intesa fa parte del progetto più largo - che coinvolge anche i Giordani - dell'acquedotto tra il Mar Rosso e il Mar Morto che dovrà essere completato nei prossimi 5 anni.

"La fornitura dell'acqua - ha spiegato Hanegbi - non aspetterà però che l'intero accordo sia completato". L'acquedotto sarà vitale anche per Israele dove è destinato a rimpinguare la scorta sempre minore del Lago di Tiberiade, fonte di rifornimento per lo stato ebraico..

SDA-ATS