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Come in molte altre città nel mondo, anche a Berna si è tenuta oggi una manifestazione davanti all'ambasciata russa per protestare contro la detenzione dei 30 attivisti di Greenpeace, tra cui uno svizzero, che hanno partecipato al blitz contro una piattaforma di Gazprom nell'Artico.

Secondo l'organizzazione ambientalista nella città federale si sono riunite fino a 500 persone, mentre fonti indipendenti hanno stimato i partecipanti a 250-300.

"Non basta che il sensibile ecosistema dell'Artico sia a rischio e il cambiamento climatico avanzi senza freni. La libertà di espressione e di opinione di noi tutti è in pericolo se l'atteggiamento sproporzionato delle autorità russe facesse scuola", ha dichiarato il direttore di Greenpeace Svizzera Markus Allemann nel suo discorso.

Anche il padre del 28enne svizzero ha preso la parola: "mio figlio e gli altri attivisti sono intervenuti per noi tutti. Hanno superato la paura perché la questione è veramente importante", ha affermato. Essi si assumono la loro responsabilità di abitanti del pianeta Terra perché non possono accettare che il mondo venga spietatamente sfruttato per interessi finanziari a corto termine.

Un appello al governo russo per la liberazione degli attivisti detenuti dal 19 settembre è stata già firmata da oltre 600'000 persone nel mondo, e 15'000 in Svizzera. Greenpeace inoltrerà ricorso nei prossimi giorni contro la detenzione preventiva della durata di due mesi.

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SDA-ATS