Sono passati due anni dal micidiale incendio della Grenfell Tower, il grattacielo di edilizia popolare di Londra in cui persero la vita 72 persone. Ma le promesse di verità, giustizia e di maggiore sicurezza della autorità britanniche restano per ora sulla carta.

A denunciarlo sono diversi superstiti e familiari di vittime di quel disastro annunciato, ma anche un'inchiesta della Bbc, stando alla quale 221 complessi residenziali del Regno rivestititi esternamente con pannelli infiammabili di alluminio analoghi a quelli che contribuirono ad alimentare il fatale rogo della notte del 14 giugno 2017 sono, ad oggi, in attesa d'un qualunque intervento.

La Bbc cita un rapporto del Building Safety Programme (Bsp) secondo cui i pannelli sono stati finora rimossi solo dalle facciate di una minoranza dei 328 edifici indicati in una lista nera di strutture esposte agli stessi rischi di Grenfell. In 221 stabili, tutti densamente abitati, i lavori promessi dal governo Tory di Theresa May non sono neppure iniziati.

"Il governo ha dato le sue linee guida", si è difeso il ministero per l'Edilizia e le Comunità Locali, ma i proprietari e i gestori "sono in ultima analisi responsabili della sicurezza dei palazzi". Come dire che spetta loro rimuovere i pannelli incriminati o installare gli spruzzatori anti-incendio rivelatisi tragicamente carenti nel caso della torre maledetta.

Ma i sopravvissuti protestano. "Ci sono cose che si possono fare subito per salvare vite umane e che debbono essere imposte", commenta Clarita Ghavimi, una di loro. Non senza lamentare anche i tempi dell'inchiesta pubblica indipendente affidata dal governo a una commissione guidata dall'alto magistrato in pensione Martin Moore-Bick, la cui seconda fase non si chiuderà prima di altri due anni.

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