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Grigioni: no a italiano, critiche a direttore Grigioni Vacanze

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2010 - 19:24
(Keystone-ATS)

COIRA - Hanno provocato indignazione nei Grigioni le dichiarazioni di Andreas Wieland, direttore di "Graubünden Ferien", che nelle scorse settimane aveva criticato il sostegno pubblico alle due lingue cantonali minoritarie, il romancio e l'italiano, definendole un aspetto "folcloristico".
Vincent Augustin, granconsigliere PPD e presidente della Lia Rumantscha, ha inoltrato oggi, assieme a una nutrita schiera di parlamentari, un'interpellanza in cui si chiede al governo di valutare se la posizione del capo del turismo retico sia ancora sostenibile.
Nelle scuole dell'obbligo della parte germanofona l'insegnamento dell'italiano e del romancio va abbandonato a favore dell'inglese, aveva sentenziato Wieland a fine settembre, rispondendo per iscritto ad una domanda rivoltagli dall'Alta Scuola pedagogica dei Grigioni. Le due lingue minoritarie del cantone non sono altro che "folclore": nel mondo economico e professionale sono irrilevanti, se non addirittura un ostacolo.
Wieland aveva anche affermato che la promozione dei due idiomi minoritari scoraggia persone qualificate provenienti da altre regioni svizzere a stabilirsi nei Grigioni: i loro figli, invece dell'inglese, devono infatti apprendere l'italiano o nel peggiore dei casi frequentare scuole dove la lingua d'insegnamento è il romancio.
Wieland, nei giorni successivi, aveva tuttavia precisato di aver parlato non nella veste di responsabile di Grigioni Vacanze, compito che svolge quale attività secondaria, ma piuttosto quale imprenditore e capo della società high-tech Hamilton Bonaduz AG, una delle principali aziende del cantone. In ambito turistico aveva detto di non voler rinunciare al romancio, un ottimo veicolo pubblicitario.
Da allora nei Grigioni si è molto discusso se un uomo possa effettivamente sdoppiarsi in due diversi ruoli. Secondo Augustin la risposta è negativa e una due teste di Wieland, quella di responsabile dell'ente turistico, deve cadere.

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