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Un ex sergente dei Marines di guardia a Guantanamo sostiene che tre detenuti della base prigione per sospetti terroristi furono torturati a morte dalla Cia. Joseph Hickman, un veterano che dopo l'11 settembre si era riarruolato nella Guardia Nazionale, fa l'esplosiva denuncia nel suo libro "Assassinio a Camp Delta: un sergente che insegue la verità su Guantanamo Bay".

La versione di Hickman contraddice quella ufficiale del Pentagono secondo cui i tre prigionieri - lo yemenita Yasser Talal al-Zahranie i sauditi Salah Ahmed al-Salami e Mani Shaman al-Utaybi - si sarebbero impiccati il 9 giugno 2006 in un patto suicida. All'epoca l'ammiraglio Harry Harris, il comandante della base prigione, aveva definito la morte dei tre uomini "un atto di guerra asimmetrico commesso contro di noi". I tre prigionieri facevano parte del gruppo in sciopero della fame per protestare contro la detenzione.

"Ero di servizio il 9 giugno 2006 e so che sono stati uccisi", scrive l'ex Marine nel libro, e spiega al Times che il suo obiettivo è "ottenere una piena inchiesta da parte del Congresso", pur rendendosi conto delle difficoltà che ciò accada. Nel libro Hickman sostiene che i tre sono morti soffocati da stracci che erano stati infilati loro in gola sotto tortura e che gli infermieri della base non erano riusciti a estrarre. L'ex Marine descrive un sinistro "laboratorio di battaglia" per nuove, inventive tecniche sperimentali di tortura.

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SDA-ATS