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Un ex ufficiale agente dei servizi di sicurezza interni britannici è pronto a denunciare con prove la complicità passiva dell'MI5, agenzia di cui faceva parte, nelle torture degli agenti americani della Cia su prigionieri rinchiusi a Guantanamo nei primi anni 2000.

Lo rivela oggi il Sunday Times.

In passato ammissioni parziali erano state fatte dall'MI5 in sede riservata e si era parlato genericamente del coinvolgimento di alcuni alti funzionari presenti a sessioni di tortura. Ma secondo il Times, in questo caso si tratta della prima sfida aperta al silenzio sostanziale dell'intelligence britannica sulla vicenda e del primo atto di ribellione pubblica di un ex ufficiale. Anche se il protagonista della vicenda starebbe ancora tentando di ottenere un via libera dagli ex superiori.

La sua intenzione, scrive il giornale, è in ogni modo di parlare comunque dinanzi al comitato parlamentare britannico che indaga sul comportamento dei servizi di Sua Maestà rispetto agli abusi di Guantanamo. E secondo fonti d'intelligence, la sua testimonianza - attesa a giorni - sarebbe in grado di "provare per la prima volta che l'MI5 è stato pienamente consapevole del fatto che a Guantanamo venivano sistematicamente torturati e maltrattati detenuti".

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SDA-ATS