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Il conflitto tra Turchia e Pkk si fa sempre più duro. Per la prima volta dal 2011, le truppe di Ankara hanno effettuato oggi un blitz di terra in Iraq.

Uno sconfinamento compiuto da due battaglioni dell'esercito e otto squadre delle operazioni speciali della gendarmeria, che non sarebbero comunque stati coinvolti in scontri.

Un'operazione lampo, come l'hanno descritta gli stessi ufficiali turchi, per cercare di catturare gruppi di guerriglieri del Pkk curdo sospettati di aver compiuto l'attacco bomba in cui domenica sono morti 16 soldati a Daglica, nei pressi del confine con Iraq e Iran.

Dopo quello che è diventato l'attentato più sanguinoso dalla rottura a luglio della tregua in vigore dal 2013, il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva chiesto una risposta ancora "più determinata". La rappresaglia dell'esercito di Ankara era già iniziata la scorsa notte, quando 35 jet F-16 e 18 F-4 si erano alzati in volo per bombardare 20 obiettivi in sette diversi distretti del nord Iraq. Raid che secondo i militari hanno causato almeno 40 morti tra i membri del Pkk.

Ma se da fine luglio erano state lanciate diverse operazioni aeree oltreconfine, quelle di terra rappresentano un ulteriore salto di qualità nella guerra al Pkk. La Turchia sarà "ripulita dai terroristi a qualunque costo", ha ribadito il premier Ahmet Davutoglu, che solo la scorsa settimana aveva incassato il via libera del parlamento a proseguire le missioni in Siria e Iraq.

Ma oggi è stata l'ennesima giornata di sangue anche per le forze di sicurezza turche. Quattordici poliziotti sono rimasti uccisi nell'esplosione di alcuni ordigni piazzati dal Pkk nella provincia orientale di Igdir. Tra le vittime, un agente a lungo guardia del corpo dell'ex presidente Abdullah Gul. Un altro poliziotto è morto a Tunceli mentre a bordo della sua auto cercava di evitare un blocco stradale dei guerriglieri curdi, che hanno sparato ferendo anche la figlia che viaggiava con lui.

Un bilancio che ormai ha superato le 100 vittime tra poliziotti, gendarmi e militari, mentre più di mille sono quelle riportate tra i guerriglieri curdi. Un clima di guerra che si riflette in tutto il Paese. Ieri notte decine di sedi del partito filo-curdo Hdp sono state prese d'assalto da gruppi ultranazionalisti che inneggiavano alla vendetta per la morte dei soldati uccisi dal Pkk.

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SDA-ATS