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Guerra Trump-Cnn, sospeso l'accredito a reporter

Il giornalista, la stagista e il presidente: momenti di fuoco durante la conferenza stampa.

KEYSTONE/EPA/ERIK S. LESSER

(sda-ats)

Ormai è una vera e propria guerra quella fra Donald Trump e la Cnn. La Casa Bianca ha sospeso l'accredito del giornalista Jim Acosta dopo lo scontro pubblico con il presidente durante la conferenza stampa di ieri.

E l'emittente ha duramente criticato la decisione: gli attacchi del presidente ai media "non sono solo pericolosi, sono anti-americani", ha attaccato la Cnn schierandosi a difesa del suo reporter. Dure parole di condanna sono arrivate anche dall'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, che si oppone in modo deciso alla "decisione dell'amministrazione di usare le credenziali di sicurezza del Secret Service come strumento per punire un reporter con il quale ha un rapporto difficile".

Lo scontro fra Trump e Acosta si è consumato sulla carovana dei migranti che si muove verso i confini americani, definita più volte da Trump "un'invasione". Ad Acosta che lo incalzava al riguardo e rifiutava di consegnare il microfono alla stagista della Casa Bianca, Trump ha intimato: "Ora basta, metta giù il microfono".

La sospensione dell'accredito è l'effetto, ha spiegato la Casa Bianca, del rifiuto di Acosta di consegnare il microfono alla stagista addetta, allontanandola con il braccio. "Non tollereremo che un giornalista metta le sue mani su una ragazza che sta solo cercando di fare il suo lavoro". Una ricostruzione che Acosta ha liquidato come "una bugia". L'episodio è solo l'ultimo di una lunga serie di screzi fra Trump e la Cnn: la guerra è destinata ad andare avanti.

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