Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Almeno 95mila persone, in maggioranza civili, sono morte nell'ambito di conflitti armati nel 2012. Lo afferma il "War Report" presentato oggi a dalla Geneva Academy of the International Humanitarian Law and Human Right. La guerra in Siria ha registrato il più alto numero di vittime (più di 55.000 persone uccise nel solo 2012 secondo le stime). Il secondo paese è il Messico (9.000 morti), dove secondo i criteri stabiliti dallo studio il 2012 è stato segnato dal conflitto armato tra le forze di sicurezza messicane e i cartelli della droga. Segue l'Afghanistan con 7.500 morti.

Il 'War Report' ha stabilito che nel 2012 almeno 38 conflitti armati sono stati registrati in 24 Paesi e territori.

Per gli autori dello studio, una base giuridica chiara di ciò che costituisce un conflitto armato ai sensi del diritto internazionale consente di perseguire i responsabili accusati di crimini di guerra.

Il rapporto ritiene che solo uno dei conflitti del 2012 può essere considerato un conflitto internazionale che ha coinvolto due Stati, quello tra il Sudan e Sud Sudan. Un secondo possibile conflitto internazionale è quello tra Stati Uniti e Pakistan, con il ricorso da parte degli Usa ad attacchi di droni sul territorio pachistano. La questione è però controversa.

Nove dei conflitti armati sono inoltre costituiti da un'occupazione militare prolungata di parte di uno Stato o territorio da parte di uno paese straniero. La stragrande maggioranza sono invece conflitti armati non-internazionali, ovvero soprattutto conflitti tra stati e gruppi armati non-statali.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS