Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Vuole morire perché ossessionata, secondo i medici, dalla prospettiva d'invecchiare e di veder intaccati "il suo aspetto e le sue sostanze materiali".

E un giudice ordina all'ospedale d'interrompere trattamenti vitali per la sua sopravvivenza, a dispetto del parere dei medici che la ritengono incapace in questo momento d'intendere e di volere.

Accade in Gran Bretagna, come racconta oggi il Times. Protagonista di una vicenda che scatena polemiche, una socialite cinquantenne un tempo al centro della vita mondana.

La donna si è vista diagnosticare qualche mese fa un tumore e ha chiuso burrascosamente una relazione: l'ultima di una lunga serie, scrive il giornale, in un vita che le ha dato fra l'altro quattro mariti e tre figlie. Ma la sua vita non sarebbe in pericolo se non avesse tentato di recente il suicidio, inghiottendo un'overdose di pillole antidolorifiche con una bottiglia di champagne. È stata salvata, ma è costretta ora alla dialisi. E se la interrompesse adesso morirebbe nel giro di pochi giorni. Lei lo chiede, ma i medici del prestigioso King's College Hospital non credono sia in grado di esprimere oggi coscientemente la sua volontà. È in preda a "un disordine istrionico della personalità", conferma la perizia di uno degli psichiatri più autorevoli del Regno Unito. E pure le figlie ne parlano come di una persona fuori controllo, capace di perdere la testa con loro solo per averla resa nonna: una parola a cui le è impossibile accettare d'essere associata.

Senonché nella questione ha finito per fare irruzione il giudice MacDonald, il quale, pur ammettendo che secondo il comune sentire la richiesta di eutanasia della donna - indicata con l'iniziale C. - può apparire "irragionevole, illogico e persino immorale", ha decretato che non le si può impedire di rifiutare la dialisi. E ha ordinato ai medici di darle retta. Il King's College tuttavia non ci sta e ha presentato ricorso: l'ultima parola spetterà ora alla Court of Protection.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS