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BERNA - Gli specialisti del Corpo svizzero di aiuto umanitario hanno identificato a Port-au-Prince un ospedale con 600 letti e due sale operatorie. "Molto presto" i medici svizzeri potranno quindi mettersi al lavoro, ha detto la consigliera federale Micheline Calmy-Rey in un'intervista al domenicale "Sonntag".
Malgrado le difficoltà logistiche, la Confederazione è riuscita a far arrivare nelle zone sinistrate 30 tonnellate di materiale e 41 specialisti. "I nostri esperti sono stati, assieme agli americani e ai francesi, fra le prime squadre di pronto intervento ad arrivare a Port-au-Prince", ha aggiunto la ministra.
Dovranno valutare i problemi di logistica, comunicazione, coordinamento e sicurezza, ma prima si concentreranno sugli aiuti urgenti. "I nostri specialisti dovranno pianificare gli interventi di ricostruzione a medio termine". Oltre alla costruzione di ospedali e scuole, si tratterà anche di migliorare la gestione dei pericoli naturali in modo da poter meglio reagire in futuro ad un'eventuale nuova catastrofe.

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SDA-ATS