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Haiti: Catena della Solidarietà soddisfatta nonostante difficoltà

La Catena della solidarietà utilizzerà i risultati dell'inchiesta su Haiti per migliorare i suoi futuri programmi di aiuto (foto d'archivio) KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 gennaio 2020 - 11:27
(Keystone-ATS)

Molte economie domestiche di Haiti, dieci anni dopo il catastrofico terremoto che ha colpito lo Stato caraibico, possono far fronte ai propri bisogni fondamentali grazie all'aiuto della Catena della Solidarietà.

Fino al 2018, i fondi giunti dalla Svizzera hanno finanziato 91 progetti messi in atto da 21 organizzazioni umanitarie, per una cifra complessiva di 63 milioni di franchi. Tuttavia, per la popolazione le condizioni di vita restano difficili.

I dati si basano su un'analisi effettuata dalla società di consulenza indipendente Key Aid Consulting tra maggio e ottobre 2019 presso 525 famiglie, indica in un comunicato odierno la Catena della Solidarietà. Il 12 gennaio 2010 Haiti era stata scossa da un violento sisma di magnitudo 7.0, che aveva provocato conseguenze disastrose e circa 230'000 morti.

Stando al sondaggio, il 90% degli interpellati ha potuto ripristinare le basi esistenziali con il sostegno della fondazione e il 95% di chi all'epoca aveva ricevuto un alloggio, ci abita tuttora. Oltre 2700 case sono state riparate o riedificate, mentre 4850 latrine sono state costruite. Il 75% usa i pozzi risanati dai partner dell'organizzazione.

"Scoprire che così tante persone vivono tuttora nelle case costruite quasi dieci anni fa è stata una bella sorpresa anche per noi", commenta Helene Juillard, cofondatrice di Key Aid Consulting, citata nel comunicato. Un ulteriore fattore positivo è rappresentato dall'approccio partecipativo, nel quale sono state coinvolte popolazione e autorità locali.

Nonostante gli effetti positivi dell'aiuto fornito, la situazione ad Haiti rimane complicata. Nel 2016, l'uragano Matthew ha investito la regione sud-ovest, lambendo anche i territori della ricostruzione e lasciando dietro di sé una scia di devastazione, pur se le opere della Catena della Solidarietà hanno resistito alla furia degli elementi.

Inoltre, negli ultimi mesi le condizioni sono peggiorate a causa dei disordini politici e delle dure proteste. Per quanto riguarda l'occupazione, in pochi, vista la debolezza del mercato del lavoro, hanno potuto trovare un impiego duraturo, malgrado i corsi di formazione e perfezionamento offerti.

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