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SANTIAGO DEL CILE - "Non so come diavolo sono riuscita a uscire da lì": è il commento fatto a Port-au-Prince da una donna cilena proprietaria della galleria d'arte dell'Hotel Montana, dove dopo il terremoto è rimasta sepolta per circa 20 ore.
"Non vi preoccupate, sto bene, non sono ferita, ho solo qualche graffio", ha sottolineato María Isabel Moreno in una mail inviata ai familiari a Santiago e pubblicata dai media locali.
La Moreno è stata soccorsa da personale dell'ambasciata cilena, che il giorno dopo il terremoto si sono recati nella zona dell'albergo alla ricerca di indizi di una serie di cittadini cileni dispersi.
Il quotidiano La Tercera pubblica i racconti di altre due donne cilene, Carla Jadue e Veronica Bocca, che al momento della scossa si trovavano in un altro albergo della città, nel Grand Groave, a due ore da Port-au-Prince: "L'Hotel è stato completamente distrutto, siamo vive perché eravamo uscite qualche minuto prima del terremoto. Quando abbiamo sentito la scossa, ci siamo messe a correre disperate verso la spiaggia".

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SDA-ATS