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Haiti: disastro inimmaginabile, migliaia di morti

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 gennaio 2010 - 13:11
(Keystone-ATS)

PORT-AU-PRINCE - E' una tragedia di proporzioni inimmaginabili, il terremoto che ha colpito Haiti, il paese più povero dell'intero continente americano. La capitale, Port-au-Prince, di fatto non esiste più. La maggior parte degli edifici non ha retto, non ha potuto reggere, forse, ad uno sciame di scosse devastanti, cominciato con un colpo di maglio come mai si era sentito nella regione caraibica.
È già partita la corsa degli aiuti, aperta quasi in diretta dal presidente americano Barack Obama. Aiuti sono stati annunciati dalla Germania come da Israele, dalla Banca Mondiale come dalla Caritas. La Svizzera ha inviato una prima squadra di intervento.
La tragedia è che non è ancora chiaro neppure quale sia il vero ordine di grandezza del numero di morti. Si parla di migliaia di vittime, ma forse sono decine di migliaia: gli epicentri dello sciame sismico sono fra una quindicina ed una sessantina di chilometri da una città di due milioni di persone. L'ipocentro delle scosse, ad appena 10 chilometri di profondità: le case sono venute giù come pezzi di domino su un tappeto sbattuto.
Sono crollati tre ospedali su quattro, il quartier generale delle Nazioni Unite è raso al suolo, il palazzo presidenziale, che fu di 'Papa Doc' Francois Duvalier e del figlio 'Baby Doc', si è afflosciato. Ci sono vittime anche tra i Caschi Blu dell'Onu.
E dopo il terremoto, l'orrore degli sciacalli, che si sono scatenati subito in un paese che è il 203/o su 229 al mondo per reddito pro-capite annuo.
Tutto è cominciato alle 16:53 locali di ieri (le 22:53 svizzere), quando una terrificante scossa di 7.0 gradi Richter ha spezzato la normalità. Da allora sono già 33 gli altri scrolloni, tutti oltre magnitudo 4.5.

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