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ROMA - Nelle strade di Port-au-Prince sono comparsi uomini che brandiscono "i machete, che irrompono nei pochi edifici rimasti in piedi per rubare il denaro". Lo racconta una residente della capitale haitiana citata dalla Bbc online per spiegare la nuova calamità che si sta abbattendo sui terremotati.
In una città dove gli aiuti arrivano e sono distribuiti con il contagocce, dove la gente è abbandonata a se stessa, dove la polizia e le forze dell'ordine sono allo sbando, i saccheggi e le vessazioni stanno diventando sempre più frequenti.
Le televisioni mostrano le immagini di uomini che si aggirano nelle strade armati di machete, l'antica arma dei Tonton Macoutes, i miliziani dei sanguinari dittatori del passato ma anche, nel non lontano 2006, dell'attuale presidente René Preval nei giorni in cui la sua elezione non era affatto scontata.
Altre immagini fanno anche intuire che, se non si riuscirà ad organizzare in tempi rapidi la distribuzione degli aiuti, la prevaricazione diventerà legge: per arrivare al cibo e all'acqua - sono sempre immagini trasmesse dalle tv a farlo vedere - alcuni giovani si fanno largo tra le donne e i ragazzi con i machete e con i bastoni. Basta farli roteare e chi è indifeso si fa da parte.

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SDA-ATS