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Haiti: violenze; Clinton promette aiuti

NEW YORK - Mentre ad Haiti crescono le polemiche sulla militarizzazione dell'aeroporto di Port au Prince da parte degli americani e sui ritardi degli aiuti, la segretaria di Stato Hillary Clinton, giunta ad Haiti ieri sera, ha rassicurato gli haitiani che gli Stati Uniti "li assisteranno al massimo".
La segretaria di Stato si è fermata per tre ore nel piccolo scalo dove ha incontrato il presidente René Preval ma soprattutto ha cercato di rispondere alle preoccupazioni espresse nelle ultime ore da molti haitiani che l'America ha di fatto monopolizzato decolli e atterraggi privilegiando le necessità di sicurezza a quelle dell'assistenza alimentare e sanitaria.
Obama ha impegnato al massimo la macchina militare americana nelle operazioni di soccorso mandando navi, elicotteri e fino a diecimila truppe e stanziando cento milioni di dollari per aiutare le vittime. Ma nel caos crescente di Haiti alcuni interventi americani hanno creato tensioni e malcontento.
Sull'aereo della Guardia Costiera che l'ha portata a Haiti la Clinton aveva caricato scorte di acqua, sapone, carta igienica, spazzolini da denti e altri beni di prima necessità ma erano destinati al personale dell'ambasciata Usa.
Scaricate le scorte - dopo dopo aver incontrato Preval e il primo ministro haitiano Jean Max Bellerive e senza mai uscire dall'aeroporto per non complicare la già complessa situazione della sicurezza nella città - la segretaria di stato ha fatto salire a bordo una cinquantina di cittadini americani rimasti bloccati dopo il terremoto e che da giorni non aspettavano altro che di poter partire.

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