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Haiti:verso fine operazioni ricerca sopravvissuti

PORT-AU-PRINCE - Si affievoliscono le speranze di trovare persone ancora vive tra le macerie di Haiti nove giorni dopo il sisma che ha devastato l'isola caraibica, nonostante i "miracoli" dei giorni scorsi, in cui anche bambini piccolissimi sono sopravvissuti oltre una settimana nella distruzione del terremoto del 12 gennaio.
Gli Stati Uniti, che coordinano la logistica, si apprestano ad abbandonare "presto" le attività di ricerca per concentrarsi sull'emergenza cibo e aiuti: nella capitale Port-au-Prince e nelle zone circostanti sono centinaia di migliaia le persone che attendono ancora viveri e acqua. E ieri è tornato il terrore quando la terra ha tremato ancora con una scossa di magnitudo 6.1.
Sono 43 le squadre internazionali impegnate nei soccorsi, in totale circa 1.800 persone che operano con l'ausilio di 161 cani appositamente addestrati. A Port-au-Prince sono operativi otto ospedali, di cui la metà sono strutture con pochi mezzi. Intanto è giunta ad Haiti la nave ospedale americana Comfort salpata lunedì scorso dagli Stati Uniti. E' dotata di mille posti letto e ha già cominciato a ricoverare i primi pazienti, portati in elicottero.
Quasi 400.000 persone rimaste senza tetto a Port-au-Prince, che conta circa un milione di abitanti, sono confluite negli oltre 300 accampamenti improvvisati nella capitale dove le condizioni igieniche sono disastrose. Il bilancio ufficiale del sisma è di 75.000 morti, 250.000 feriti e un milione di persone rimaste senzatetto. Ma il generale Usa Ken Keen, che dirige la forza speciale americana ad Haiti, ha stimato i morti tra i 150.000 e i 200.000.

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