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Hamas rifiuta il piano di pace di Trump

Il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri (sinistra) accanto al capo dell'ufficio politico di Hamas Ismail Haniyeh. (foto d'archivio) Keystone/AP/KHALIL HAMRA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2020 - 20:15
(Keystone-ATS)

Il piano di pace del presidente americano Donald Trump "è aggressivo e provocherà molta ira". Lo ha detto alla Reuters, riferito dai media israeliani, il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri secondo cui la parte del piano che riguarda Gerusalemme "non ha senso".

"Gerusalemme - ha proseguito - sarà sempre una terra per i palestinesi. I palestinesi fronteggeranno questo piano e Gerusalemme resterà sempre terra palestinese".

Intanto un altro dirigente di Hamas, Hussam Badran, ha fatto sapere che venerdì prossimo è stata indetta una "Giornata di collera" contro il piano di Trump che si "prefigge di liquidare la causa palestinese". "La resistenza armata - ha aggiunto - difenderà i diritti dei palestinesi".

Sia a Ramallah in Cisgiordania sia a Gaza, non appena finito il discorso di Trump, molti giovani, secondo fonti locali, sono scesi in strada bruciando le immagini del presidente americano e del premier israeliano Benyamin Netanyahu.

In precedenza l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa aveva riferito che il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha telefonato oggi al presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen per garantirgli che il suo movimento lo sostiene nell'opposizione totale al piano elaborato dal presidente americano Donald Trump.

I palestinesi - ha aggiunto Haniyeh, che si trova nel Qatar - devono raccogliersi "dietro alla posizioni ferme del presidente" e respingere il cosiddetto "Accordo del Secolo" il cui scopo è - secondo Hamas - "la liquidazione della causa palestinese". In questo momento, ha aggiunto Haniyeh, i palestinesi devono mettere da parte tutte le divergenze passate.

In serata era previsto che Abu Mazen presiedesse una consultazione urgente con i vertici politici palestinesi, alla presenza anche di esponenti di Hamas e della Jihad islamica.

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