Navigation

Hanspeter Thür difende il segreto bancario

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 aprile 2012 - 12:11
(Keystone-ATS)

L'Incaricato federale della protezione dei dati Hanspeter Thür sostiene al 100% il segreto bancario. Questa pratica permette infatti di proteggere la sfera privata dei clienti delle banche, ha spiegato in un'intervista pubblicata oggi dalla "NZZ am Sonntag".

Il segreto bancario è l'espressione di un principio fondamentale dello Stato di diritto elvetico: la protezione della sfera privata, della quale fa parte anche la sfera privata finanziaria, ha dichiarato al domenicale.

Ma coloro che hanno fatto ricorso a questo principio l'hanno utilizzato in maniera assurda, ha sottolineato, riferendosi alle banche svizzere. La protezione della sfera privata non è un lasciapassare per comportamenti punibili dalla legge. "Non sto parlando di casi singoli in particolare, ma del sistema", ha detto.

L'Incaricato federale respinge l'idea di uno scambio automatico di informazioni. In questo modo, le autorità fiscali potrebbero vedere i conti bancari di chiunque. "Se uno Stato vede potenziali evasori dietro ogni cittadino, significa che non si fida più della propria popolazione", ha aggiunto.

Il prelievo di un'imposta alla fonte è la soluzione più giusta, sostiene. Le autorità riceverebbero in questo modo le somme dovute e la Svizzera manterrebbe la protezione della sfera privata.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?