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Per l'industria orologiera il fatto di poter ricorrere alla manodopera frontaliera è un buona cosa. Lo afferma Nick Hayek in un'intervista alla "SonntagsZeitung". Il CEO del gruppo Swatch, parlando dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, ricorda poi che lo scopo di quest'ultima non è fermare l'immigrazione ma frenarla.

In merito alle richieste di contingenti già formulate dall'economia, Hayek sostiene che "l'economia non esiste, c'è l'industria orologiera, l'industria delle macchine, il settore finanziario e così via. Noi nel settore dell'orologeria, ad esempio, troviamo che il frontalierato sia un buon sistema".

Per Swatch si potrà sbrogliare la matassa solo con proposte costruttive. "Non capisco perché il Consiglio federale punti a una soluzione radicale", dice Hayek per il quale prima di proporre soluzioni affrettate occorra analizzare tutte le opzioni credibili.

"Non si deve creare l'impressione che tutto ciò sia solo una tattica per giungere a una nuova votazione". In tal caso, secondo Hayek, il popolo non dirà di certo "abbiamo fatto un errore con l'iniziativa sull'immigrazione". "Per questo motivo non capisco perché si debbano presentare soluzioni già in giugno" (il governo ha previsto di annunciare le proposte di attuazione dell'iniziativa dell'UDC a fine giugno, ndr).

Più in generale, Hayek afferma di non accogliere con favore ciò "che porta più burocrazia". Il CEO di Swatch invita inoltre a "non preoccuparsi di Christoph Blocher" definita una "personalità carismatica in grado di mobilitare e motivare le persone".

Per Hayek ciò è positivo poiché "porta movimento" e il movimento è "molto meglio dell'immobilismo". "La Svizzera non deve avere paura delle personalità carismatiche", afferma ancora il patron di Swatch.

Esprimendosi in merito alla forza del franco svizzero, Hayek ritiene che la moneta sia "ancora troppo sopravvalutata e la Banca nazionale deve quindi continuare ad agire. Molti si sono abituati in Svizzera alla forza del franco, ma questo è pericoloso", sostiene Hayek, secondo il quale ciò ostacola lo sviluppo di nuovi prodotti e la produzione nella Confederazione.

Nonostante ciò il gruppo Swatch afferma di tenere alla sua localizzazione in Svizzera: "lo Swiss made ​​è un must per i nostri orologi", conclude Hayek.

SDA-ATS