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Dietro l'attacco mortale al consolato Usa di Bengasi c'e la mano di gruppi nordafricani legati ad Qaida. Lo afferma per la prima volta la segretaria di Stato americana, Hillary Clinton, nel corso di un incontro a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Clinton ha confermato come si stia indagando anche in Paesi vicino alla Libia. Per la segretaria di stato - che ha parlato durante un incontro dedicato alla sicurezza nelle regioni del Maghreb e del Sahel, dove si registra una presenza sempre più cospicua di gruppi estremisti islamici - anche se ancora non ci sono le prove tutto indica come l'attacco di Bengasi non sia stata la degenerazione di una protesta spontanea, ma il frutto di un'azione pianificata non - o almeno non solo - a livello locale. Del resto - ha spiegato - è noto come oramai al Qaida abbia scelto proprio il Maghreb islamico come una delle regioni in cui ricreare una rete terroristica.

"Grazie ad una aumentata libertà di manovra - ha spiegato - i terroristi stanno cercando di estendere la loro rete in molte direzioni e stanno lavorando con altri gruppi violenti per minare la transizione democratica in atto nel Nord Africa, come abbiamo tragicamente visto a Bengasi".

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SDA-ATS