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Svelato venerdì, il progetto di fusione tra i due giganti del cemento, il gruppo svizzero Holcim e quello francese Lafarge, è confermato. La ragione sociale della nuova entità, che avrà sede in Svizzera, sarà LafargeHolcim.

Il direttore di Lafarge, Bruno Lafont, sarà il Ceo del nuovo gruppo. Wolfgang Reitzle, presidente designato del consiglio di amministrazione (cda) di Holcim, ne sarà il presidente. Il matrimonio è stato accolto all'unanimità dai due cda. Il cda di LafargeHolcim conterà quattordici membri, sette ciascuno per le attuali Holcim e Lafarge. La fusione dovrebbe essere effettiva nel corso del primo semestre 2015, si legge in un comunicato comune di Holcim e Lafarge diffuso stamani.

La società nata da questa unione, praticata tramite scambio di azioni (Holcim proporrà agli azionisti di Lafarge un titolo Holcim per ogni azione del gruppo francese), ha in borsa un peso di circa 40 miliardi di euro (49 miliardi di franchi). Dispone di una posizione dominante, in particolare, in vari mercati europei.

Per soddisfare le esigenze delle autorità che vigilano sulla concorrenza, il nuovo gigante ha previsto di abbandonare delle attività. Queste rinunce rappresenteranno una quota del 10-15% dell'utile prima della deduzione di interessi, imposte, ammortamenti e ammortamento dell'avviamento (EBITDA) e un fatturato di 6 miliardi di franchi.

Le due multinazionali stimano di presentare sinergie per 1,7 miliardi di franchi. L'unione tra Lafarge e Holcim è un'entità con circa 100'000 dipendenti in tutto il mondo e un fatturato che si avvicina ai 30 miliardi di euro.

La fusione non è un tema di cui dovrà occuparsi la Commissione della concorrenza (COMCO). Poiché in Svizzera Lafarge ha un fatturato annuo inferiore a 100 milioni di franchi, l'operazione non è sottoposta a obbligo di dichiarazione.

SDA-ATS