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In migliaia sono scesi oggi per strada ad Hong Kong per protestare contro la nuova riforma scolastica "patriottica" che da lunedì dovrebbe debuttare, su base volontaria, nelle scuole primarie.

La maggior parte della folla si è radunata nel parco Tamar dove è in corso una vera e propria festa con concerti, mentre alcune centinaia di persone hanno manifestato dinanzi agli uffici governativi. Qui, da qualche giorno, una ottantina di ragazzi del gruppo Scholarism si sono accampati con le tende e tre di loro sono in sciopero della fame. A questi ieri sera ha fatto visita anche Leung Chun-ying, il capo del governo di Hong Kong, ritenuto molto vicino a Pechino. Ma i ragazzi di Scholarism non l'hanno voluto incontrare, parlando di una visita-"trucco".

Tra le decine di migliaia che partecipano alla manifestazione, sia scolare delle elementare con i loro genitori che ragazzi delle superiori, tutti uniti a protestare contro quella che ritengono l'ennesima influenza cinese alla loro autonomia.

I cambiamenti nel sistema scolastico dovrebbero entrare in prova per tre anni, per poi rendere obbligatorio il nuovo programma scolastico dal 2015 per le scuole elementari, dall'anno successivo per quelle superiori. Le autorità dell'ex colonia britannica hanno giustificato il nuovo curriculum patriottico, "il curriculum di educazione morale e nazionale", con la necessità della costruzione di un sentimento nazionale. Molti genitori si oppongono all'utilizzo di alcuni libri nei quali si esalta il modello politico e partitico cinese come l'unico funzionale. Il mese scorso, furono più di 90.000 le persone, tra studenti e genitori, a scendere per strada contro la nuova riforma. Un sondaggio ha dimostrato che oltre 200 delle 300 scuole intervistate, hanno detto che non applicheranno il nuovo sistema.

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SDA-ATS