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In Svizzera aumento di prenotazioni online di camere d'albergo nel 2016 (foto simbolica)

Keystone/KARL MATHIS

(sda-ats)

La quota di prenotazioni di camere d'albergo online in Svizzera è aumentata dal 2015 al 2016 del 6,7% per attestarsi a oltre il 27%. Secondo uno studio pubblicato oggi entro il 2020 le riservazioni effettuate per internet supereranno il 50%.

Le tre principali piattaforme di prenotazione online a dominare sono booking.com, Expedia e HRS che insieme totalizzano il 93% delle riservazioni, ha rilevato l'Istituto per il turismo della Scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale (HES-SO Valais/Wallis) a Sierre.

L'insieme del giro d'affari generato in Svizzera l'anno scorso da queste tre piattaforme online è stimato a oltre 1 miliardo di franchi. Gli hotel pagano a loro commissioni di circa 150 milioni di franchi, somma che varia tuttavia molto da un albergo all'altro in base al tipo di clientela.

"Il boom si spiega probabilmente con il vantaggio tecnologico", come la prenotazione mobile e gli sforzi di marketing intrapresi da booking.com, Expedia e HRS per rafforzare la loro presenza, indicano gli autori dello studio realizzato con il sostegno di Hotelleriesuisse.

Risultato, nel 2016 oltre nove prenotazioni online su 10 sono state effettuate attraverso booking.com, Expedia e HRS. Booking.com domina con una quota del 73,3% contro l'11,9% di Expedia, mentre per HRS (7,8%) "continua il calo iniziato da qualche anno".

Importanti sono anche i siti online dei singoli alberghi: la quota di riservazioni effettuata tramite questi è progredita dell'1,4% attestandosi all'8,2%, rileva lo studio. Oggi oltre l'80% di alberghi dispone di strumenti di prenotazione sul proprio sito, nel 2013 era solo il 62%, viene sottolineato.

Le riservazioni fatte direttamente tramite mail o telefono si situano per la prima volta al di sotto del 60% (58%), contro il 77% nel 2005.

Lo studio prevede che entro il 2020 i canali di distribuzione via internet supereranno probabilmente le prenotazioni dirette. Per questa ragione gli alberghi dovrebbero poter offrire tariffe più vantaggiose ai clienti che preferiscono passare tramite i loro siti piuttosto che da una piattaforma online, ritiene la commissione dell'economia del consiglio degli Stati. Questa all'inizio di febbraio ha chiesto al plenum di adottare una mozione del "senatore" Pirmin Bischof (PPD/SO) che vuole vietare esplicitamente le cosiddette clausole di parità tariffaria.

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SDA-ATS