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Dopo il Consiglio nazionale, anche la Camera dei cantoni dovrebbe dare il via libera al Protocollo di modifica della Convenzione di doppia imposizione tra la Svizzera e l'Italia che permetterà ai due Paesi di scambiarsi, su richiesta, informazioni in ambito fiscale.

La commissione dell'economia e dei tributi degli Stati ha raccomandato al plenum di adottare tale intesa. In Italia, il processo di ratifica è al momento sospeso.

Il Protocollo, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, dovrebbe contribuire a migliorare le relazioni economiche bilaterali, deterioratesi nel corso degli ultimi anni.

La modifica della convenzione agevolerà inoltre la regolarizzazione degli averi depositati da clienti italiani nelle banche elvetiche nell'ambito del programma di denuncia spontanea - Voluntary Discolsure - attuato dal Parlamento italiano.

Il Nazionale, in dicembre, aveva votato a favore di questa intesa per 129 voti a 13 e 39 astenuti. L'accordo era stato respinto dai consiglieri nazionali Roberta Pantani e Lorenzo Quadri della Lega nonché da Marco Chiesa dell'UDC. A favore avevano votato invece Marina Carobbio (PS), Giovanni Merlini e Ignazio Cassis (PLR); astenuti i PPD Marco Romano e Fabio Regazzi.

Mentre il processo di ratifica sul versante elvetico sembra avere davanti a sé la strada spianata, è di ieri la notizia riportata dall'agenzia internazionale stampa estero (AISE) che in Italia il dossier ha subito uno stop.

Il senatore del Partito democratico, nonché relatore della commissione degli affari esteri su questo dossier, Claudio Micheloni, ha deciso la settimana scorsa di non presentare la sua relazione.

Il Motivo? A suo avviso vi sarebbero ancora alcune questioni aperte relative, in particolare, all'imposizione degli immobili posseduti nella Penisola da Italiani residenti nella Confederazione e agli emigranti italiani rientrati in Patria. Quest'ultimo problema va visto in relazione alla "Voluntary Disclosure", ossia il programma di regolarizzazione fiscale lanciato dal premier Matteo Renzi per coloro che hanno patrimoni all'estero non dichiarati. Micheloni, residente nel canton Neuchâtel, è presidente per le Questioni degli italiani all'estero.

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SDA-ATS