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Il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker

KEYSTONE/AP/ALESSANDRA TARANTINO

(sda-ats)

I dirigenti dell'Ue hanno solennemente rinnovato oggi a Roma il loro impegno europeo.

Ognuno dei 27 capi di Stato e di governo, come anche i dirigenti delle istituzioni europee, ha parafato tra gli applausi la "Dichiarazione di Roma" al Campidoglio, 60 anni dopo la firma del trattato fondatore dell'Unione.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ha firmato la dichiarazione con l'inchiostro della stessa penna utilizzata 60 anni fa. Ci sono firme che durano, ha detto Juncker, applaudito a lungo.

Prima della firma il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk aveva esortato i 27 dell'Ue a "dimostrare oggi di essere dirigenti dell'Europa". "L'Unione dopo Roma deve essere, più di prima, una Unione degli stessi principi, una Unione con una sovranità esterna, una Unione di unità politica", ha sottolineato, mentre il Regno Unito si appresta a divorziare dai suoi partner.

La Polonia che aveva minacciato di non firmare la "Dichiarazione di Roma" a causa di disaccordi sul concetto d'Europa "a diverse velocità" ha sostenuto il documento senza modifiche. La cerimonia è terminata con una foto dei leader europei sulla piazza del Campidoglio progettata da Michelangelo.

SDA-ATS

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