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Era il 1944 e la seconda guerra mondiale era ancora in corso, quando un ufficiale della marina degli Stati Uniti di stanza nel Pacifico ebbe l'intuizione: creare una bomba la cui esplosione avrebbe provocato uno tsunami capace di spazzare via migliaia di persone, fino ad un'intera città.

Non è fiction, ma un'operazione top-secret che, sotto il nome 'Project Seal' vide impegnati scienziati e militari di Usa e Nuova Zelanda nell'elaborazione di una 'bomba-tsunamì, possibile alternativa anche alla bomba atomica. Lo rivela lo scrittore e film-maker neozelandese Ray Waru, che ha fatto la scoperta spulciando gli archivi storici del suo Paese.

"Presumibilmente, se la bomba atomica non avesse funzionato, si sarebbe stati in grado di utilizzare la bomba-tsunami" come arma di distruzione di massa, sottolinea Waru. Stando ai documenti in questione, non solo fu messa a punto la tecnologia necessaria per produrre la potente bomba, ma furono anche effettuati diversi test al largo delle coste neozelandesi, con l'esplosione di 3.700 ordigni. L'obiettivo era produrre un'onda anomala di una potenza tale da travolgere e spazzare via intere città costiere nemiche.

L'esito di quei test fu da principio considerato positivo e incoraggiante. Il progetto non fu tuttavia sviluppato appieno e fu abbandonato già all'inizio del 1945, con la conclusione che ci sarebbero voluti 2 milioni di kg di esplosivo per produrre uno tsunami potente a sufficienza.

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SDA-ATS