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Il 28 settembre prossimo, gli elettori saranno chiamati ad esprimersi sull'istituzione di una cassa malattia unica e su un abbassamento del tasso di imposizione dell'Iva per i ristoranti. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale che ha posto in votazione due iniziative popolari: "Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione!" e "Per una cassa malati pubblica".

Quest'ultima iniziativa, che le Camere raccomandano di respingere, è stata lanciata da PS, Verdi, organizzazioni dei consumatori e dei pazienti. Depositata lo scorso anno alla Cancelleria federale con 115'841 firme valide, il testo chiede che l'assicurazione sociale contro le malattie venga esercitata da un unico istituto nazionale, in cui sarebbero rappresentati Confederazione, Cantoni, assicurati e fornitori di prestazioni.

Per la maggioranza di destra in parlamento, con l'approvazione dell'iniziativa costi e burocrazia non caleranno, e le prestazioni non miglioreranno, anche perché mancherebbe la concorrenza. Per la sinistra, invece, parlare di concorrenza per un'assicurazione sociale è un'aberrazione.

L'iniziativa di GastroSuisse - l'associazione dei ristoratori - "Stop all'IVA discriminatoria per la ristorazione", chiede di imporre lo stesso tasso IVA anche a "take-away" e negozi. Attualmente, queste due categorie di commerci pagano il 2,5% di IVA mentre per i ristoranti il tasso è dell'8%.

Il parlamento e il Consiglio federale raccomandano di respingere questo testo. L'iniziativa di Gastrosuisse ha raccolto soprattutto consensi in parlamento tra alcuni esponenti UDC, PLR e anche PPD, provenienti in particolare dai piccoli cantoni (Obvaldo, Appenzello) o dai cantoni turistici, come i Grigioni.

A far pendere la bilancia dalla parte del no è stato soprattutto l'argomento finanziario. In caso di approvazione dell'iniziativa risulterebbero ingenti perdite fiscali (fra i 700 e i 750 milioni di franchi), con conseguenze negative per le prestazioni sociali.

SDA-ATS