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L'unificazione dell'età pensionabile a 65 anni per uomini e donne non piace alla maggioranza degli Svizzeri. Inoltre, soltanto un quarto degli assicurati LPP si dichiara disposto a lavorare più a lungo rispetto ad oggi, secondo un sondaggio realizzato per conto di AXA Investment Managers.

Tuttavia gli interpellati non respingono in blocco le misure che consentono di gestire a lungo termine l'allungamento della speranza di vita, ha sottolineato oggi in una nota l'impresa. Oltre due terzi delle persone intervistate auspicano un abbassamento dell'età in cui diventano obbligatori i contributi per la previdenza professionale.

Attualmente i 18-24enni beneficiano di un'assicurazione contro i rischi di decesso e di invalidità. Soltanto a partire dal 25esimo anno di età essi entrano a far parte del sistema del secondo pilastro. Senza sorprese, i giovani adulti sono meno inclini a voler abbassare quest'età rispetto ai loro colleghi più "anziani", precisa ancora AXA Investment Managers.

Sì all'aumento dei contributi

Dal canto suo, l'idea di un aumento dei contributi ottiene oltre la metà delle opinioni positive. Il sondaggio affronta pure l'eventualità, oggi vietata dalla legge, di una riduzione delle rendite in corso: ebbene questa proposta raccoglie soltanto l'adesione di un quinto delle persone interrogate.

Il 50% degli interpellati si mostra inoltre poco entusiasta quanto a una separazione rigida tra chi versa i contributi e chi ne beneficia, volta a migliorare la trasparenza nella ripartizione a carico dei giovani. I giovani assicurati sono leggermente più favorevoli rispetto ai loro colleghi più "anziani".

Lo studio "Conoscenze della popolazione svizzera sulle casse pensioni 2013" è il terzo del genere. È stato realizzato dall'istituto Isopublic nel giugno scorso.

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SDA-ATS