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L'Università di Zurigo dovrà versare l'equivalente di 17 mesi di salario a Christoph Mörgeli. Per il Tribunale amministrativo cantonale, il licenziamento dell'ex consigliere nazionale UDC dalla carica di direttore del Museo di storia della medicina è stato irregolare.

Nella sua sentenza pubblicata oggi, il Tribunale arriva alla conclusione che lo scioglimento del rapporto di lavoro è avvenuto in violazione alle disposizioni vigenti. Il licenziamento, effettivo da marzo 2013, è stato pronunciato unicamente dal rettore dell'epoca, che non era abilitato a farlo. L'esonero è stato inoltre deciso prima ancora di dare a Mörgeli la possibilità di essere ascoltato.

Il Tribunale amministrativo considera l'Università "in gran parte corresponsabile" per la perdita di fiducia nei confronti di Christoph Mörgeli. Malgrado ciò, l'ex "stratega" dell'UDC - che il 18 ottobre scorso ha mancato la rielezione in Consiglio nazionale - non avrà diritto ad essere riassunto.

L'Università di Zurigo prende atto della decisione e "deplora gli errori commessi", ha dichiarato all'ats il portavoce Beat Müller. Prima di decidere su un eventuale ricorso, l'ateneo intende analizzare le motivazioni della sentenza.

Il legale di Christoph Mörgeli si è detto sollevato per la decisione. Il suo assistito riceverà 136'000 franchi, ha precisato l'avvocato Manfred Küng. Un risarcimento che tuttavia non basterà a compensare il danno subito. "Christoph Mörgeli ha perso il posto della sua vita", ha detto l'avvocato, che continua a ritenere che l'allontanamento sia avvenuto per motivi politici e ora chiede l'apertura di un procedimento disciplinare nei confronti dell'ex superiore di Mörgeli.

Il "caso Mörgeli" era scoppiato nel settembre del 2012, con la pubblicazione da parte del "Tages-Anzeiger" di estratti di un rapporto interno molto critico sull'operato dell'allora direttore del museo. Mörgeli aveva subito reagito, dicendosi vittima di "mobbing". L'università lo aveva dapprima sospeso, per poi licenziarlo nel marzo 2013.

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SDA-ATS